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In dieci anni nel Mediterraneo sono morte più di 29.800 persone

In questi giorni nel mar Mediterraneo si sono consumate altre due tragedie. In un primo naufragio le vittime  accertate sono 10, e avrebbero perso la vita per soffocamento sul ponte inferiore dell’imbarcazione su cui viaggiavano. I 51 sopravvissuti sono stati portati in salvo a Lampedusa dalla nave Nadir dell’ONG Resqship, che ha soccorso la barca di legno partita dalla Libia. I loro paesi di origine sono Siria, Egitto, Pakistan, Bangladesh.

In un secondo incidente, dopo essere stati soccorsi da un peschereccio e trasferiti su un mercantile, 11 superstiti sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera nello Jonio e portati in salvo a Roccella Jonica insieme al corpo di una donna, mentre altre 66 persone risultano disperse in mare. Secondo la ricostruzione dei sopravvissuti, il motore dell’imbarcazione, partita otto giorni prima dalla Turchia, si sarebbe incendiato, facendo rovesciare lo scafo a 110 miglia nautiche dalle coste italiane. I superstiti e i dispersi in mare provengono da Iran, Siria e Iraq. Tra i sopravvissuti, 2 bambini accompagnati e 2 donne.

Il Mediterraneo si conferma una delle rotte più letali al mondo. Sono oltre 920 i morti e i dispersi in tutto il Mediterraneo solo nel 2024, pari a più di 5 persone al giorno. Negli ultimi 10 anni più di 29.900 persone sono morte. Si tratta di uomini, donne e bambini, in fuga da guerre, povertà, fame, conflitti, crisi umanitarie, in cerca di un futuro possibile e migliore in Europa.

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