in Medio Oriente

Il cessate il fuoco a Gaza è in bilico

Lunedì sera Hamas ha annunciato di aver sospeso il rilascio degli ostaggi, “fino a nuovo avviso”.

Secondo quanto affermato da Hamas, Israele nelle ultime tre settimane non ha adempiuto ai propri obblighi previsti dall’accordo, le Forze di difesa israeliane stanno ostacolando il flusso di aiuti umanitari a Gaza, prendendo di mira i palestinesi che tornano nel nord della Striscia.

“Il rilascio dei prigionieri, programmato per sabato prossimo, 15 febbraio 2025, sarà posticipato fino a nuovo avviso, in attesa del rispetto da parte dell’occupazione e dell’adempimento retroattivo degli obblighi delle ultime settimane”, ha affermato Kahlout, il portavoce di Hamas riferendosi agli ostaggi rapiti da Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre 2023. Settantatré dei 251 ostaggi sono ancora a Gaza.

Il primo ministro israeliano Netanyahu ha minacciato di ritirarsi dall’accordo del cessate il fuoco, e ha ordinato le truppe a prepararsi a combattere Hamas.

Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito la mossa di Hamas di ritardare il rilascio degli ostaggi una “vera e propria violazione del cessate il fuoco” e ha affermato di aver ordinato alle IDF di “prepararsi al massimo livello di allerta per qualsiasi possibile scenario a Gaza e di proteggere le comunità [di confine]”.

“Non torneremo alla realtà del 7 ottobre”, ha affermato.

Trump ha minacciato l’inferno se sabato Hamas non rilascia gli ostaggi. Secondo il presidente americano Israele dovrebbe annullare l’intero cessate il fuoco se tutti i circa  ostaggi non saranno liberati entro sabato.

Nel frattempo, i mediatori temono una rottura dell’accordo, hanno detto alla Reuters due fonti della sicurezza egiziana.

I negoziatori di Hamas hanno affermato che le garanzie statunitensi per il cessate il fuoco non sarebbero più valide, dopo la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di espellere i palestinesi dalla Striscia di Gaza. I mediatori quindi hanno rinviato i colloqui fino a quando non avranno una chiara indicazione dell’intenzione di Washington di continuare con l’accordo graduale.

Le famiglie degli ostaggi

Intanto le famiglie degli ostaggi si sono rivolti ai paesi mediatori per  salvare l’accordo.

Siamo al fianco del governo israeliano e incoraggiamo il mantenimento delle condizioni che garantiranno il proseguimento con successo dell’accordo, portando al ritorno in sicurezza dei nostri 76 fratelli e sorelle”, hanno affermato i parenti degli ostaggi.

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Immagine di copertina: Radio Vaticana